Democrazie senza cittadini
Verona, 15/10/2008
Segnaliamo l'editoriale del mensile Nigrizia del mese di ottobre.
Democrazie senza cittadini. è da ingenui pensare che la democrazia, per intrinseca virtù, trasformi automaticamente i sudditi in cittadini. Leggi l'articolo sul sito di Nigrizia
Gli ultimi casi sono quelli di Angola e Rwanda. Due elezioni parlamentari, raccontate con festeggiamenti pubblici di massa. Alta affluenza di votanti. Tanti sorrisi, pochi brogli. Finalmente – è il commento diffuso – la democrazia per via elettorale sta facendo breccia anche in Africa, dove la passione democratica non è mai stata così scontata, come dimostra evidentemente quanto successo in Kenya e in Zimbabwe nella prima metà di quest’anno.
La domanda da farsi è: basta diffondere i diritti di partecipazione (quello politico e di voto) perché lo spirito democratico si radichi in quei paesi? è sufficiente recarsi un giorno nel chiuso di una cabina elettorale per sentirsi cittadini di un paese democratico? Insomma: dopo le recenti elezioni, gli angolani e i rwandesi (ma il caso si applica anche ad altre nazioni) sono diventati cittadini o sono rimasti sudditi?
C’è perfino chi ritiene che sia un errore distogliere le energie degli africani, dedicandole alla realizzazione della piena democrazia sostenuta dall’Occidente. Prima lo sviluppo, poi i diritti! Del resto, è falsa l’idea corrente che la democrazia produca e diffonda benessere più di ogni altra forma di governo. In realtà, un certo grado di benessere è un presupposto, non un effetto, della democrazia. Lo sperimentiamo anche noi occidentali: siamo disposti a ridurre le nostre libertà e i nostri diritti, se la crisi economica e le paure ci attanagliano. è da ingenui pensare che la democrazia, per intrinseca virtù, trasformi automaticamente i sudditi in cittadini. L’educazione alla cittadinanza è un cammino, non la conquista di un giorno.
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