Verona, 17/08/2009 - Amnistia per tutti, un governo di unità nazionale per 15 mesi, poi nuove elezioni generali: la crisi istituzionale in Madagascar sulla carta si è risolta. Ma resta il problema della nomina di chi guiderà il paese fino alle nuove consultazioni.
Ci sono i primi segnali positivi per la crisi istituzionale in Madagascar: dopo 4 giorni di colloqui a Maputo, in Mozambico, è stato raggiunto un accordo per la costituzione di un governo di transizione.
In base all'accordo la transizione durerà al massimo 15 mesi e si concluderà con la convocazione di nuove elezioni presidenziali e legislative, sotto il controllo della comunità internazionale. I documenti sottoscritti vertono su 4 punti: l'annullamento delle condanne seguite agli avvenimenti all'autoproclamazione a presidente di Ravalomanana e all'esilio di Ratsiraka, nel 2002; quello delle condanne contro personalità politiche, civili e militari durante la presidenza di Ravalomanana; l'annullamento delle misure restrittive contro i sostenitori di Ravalomanana, applicate dall'attuale regime. Il quarto accordo prevede la nomina degli ex-capi di stato a senatori a vita.
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